Per Grazia

Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti.

La purezza dei santi in Cristo

Pubblicato il 16 dicembre 2015

In tutta la Bibbia, solo i santi che appartengono alla Chiesa vengono detti «in Cristo». Questi santi godono di benedizioni spirituali a dir poco indescrivibili. Difatti, la Scrittura dice che Dio «ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo» (Efesini 1:3). Ogni benedizione. Nessuna esclusa.

Una delle realtà più sconvolgenti (e difatti anche tra le più incomprese e spesso intellettualmente rifiutata nella Chiesa) è che il credente in Cristo è irreprensibile (ovvero, perfettamente giusto) agli occhi di Dio.

Ciò è deducibile da versi chiarissimi nella Bibbia:

  1. Siamo stati dichiarati giusti per fede (Romani 5:1);
  2. Possediamo la giustizia (perfetta) di Dio (2 Corinzi 5:21);
  3. Siamo, come detto, irreprensibili agli occhi di Dio (Colossesi 1:21-22; Efesini 5:25-27);
  4. Il peccato che vive nella nostra carne viene ora visto separatamente dal «nuovo io» derivato dalla nuova nascita (Romani 7:15-25);
  5. Possiamo aver fiducia (e non paura, cfr. 1 Giovanni 4:18) nel giorno del giudizio, perché come è Gesù così siamo noi in questo mondo (1 Giovanni 4:17). E com’è Gesù? Senza peccato (Ebrei 4:15).1

Tutto ciò c’è stato concesso da una transazione di giustificazione (1 Corinzi 6:11) e garantito nel momento in cui abbiamo creduto il vangelo (Efesini 1:13-14).

Lode al Dio eterno, al nostro Signore Gesù Cristo.


  1. Questo è perfettamente consistente con il fatto che il non credente è in Adamo e quindi è come lui, cioè peccatore, pertanto morto perché il salario del peccato è la morte (Romani 6:23). Mentre il credente è come Cristo, senza peccato, quindi vivo. Come è scritto: «Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati» (1 Corinzi 15:22); e ancora «Così anche sta scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; l’ultimo Adamo è spirito vivificante» (1 Corinzi 15:45) 

Giona

Pubblicato il 25 novembre 2015

Quella di Giona è l’incredibile storia di un profeta che, dopo essere stato inghiottito da un gran pesce e vomitato sulla riva, a malincuore ha portato la reprobe città di Ninive al pentimento. Il racconto biblico è spesso criticato dagli scettici a causa del suo contenuto miracoloso:

  • Una tempesta mediterranea, invocata e dissipata da Dio (Giona 1:4-16).
  • Un pesce enorme, usato Dio per inghiottire il profeta dopo essere stato gettato in mare (Giona 1:17).
  • La sopravvivenza di Giona nel ventre del pesce per tre giorni e tre notti1 (Giona 1:17).
  • Il pesce che vomita Giona sulla riva al comando di Dio (Giona 2:10).
  • Un ricino che Dio fa crescere rapidamente, al fine di fare ombra per Giona (Giona 4:6).
  • Un verme mandato da Dio per attaccare il ricino (Giona 4:7).
  • Un vento soffocante che Dio invoca per il disagio di Giona (Giona 4:8).

Svendere Gesù

Pubblicato il 22 novembre 2015

Qualunque sia il tuo problema, la soluzione è Gesù!

Mai sentito niente del genere? O altre varianti sul tema? Mi spiace, ma se si cerca di attirare il non credente a Gesù così, si sta difatti predicando un falso vangelo. Se da un lato è vero che lo Spirito Santo che riceve il credente nato di nuovo può eliminare molti problemi all’istante e aiutarci ad eliminarne molti altri nel corso della vita, il punto è che svendere Gesù come colui che risolve i nostri problemi terreni è, semplicemente, blasfemo. Innanzitutto, non è la motivazione giusta per avvicinarsi a Gesù. Riconoscere il proprio stato di peccatore, invece, lo è. In seconda istanza, la soluzione dei nostri problemi temporali è una conseguenza, non la ragione per credere in Gesù. Terzo, anche dopo aver salvato qualcuno, il Signore potrebbe ignorare completamente tutti i suoi problemi temporali, senza per questo essere meno giusto, né tale persona meno graziata per aver ricevuto ciò che non si meritava. Per quanto gravi possano essere i nostri problemi in questa vita, noi tutti abbiamo un unico problema in comune, grande e dalle conseguenze eterne: siamo peccatori. La Bibbia ci dice chiaramente che tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio (Romani 3:23) e che il salario del peccato è la morte (Romani 6:23a). Questo è il grande problema comune a tutta l’umanità: tutti muoiono perché tutti sono peccatori. Allo stesso tempo, la Bibbia ci ricorda che il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:23b) e che Gesù è l’unica via di salvezza per l’uomo (Giovanni 14:6; Atti 4:12). Invocate il nome del Signore (Romani 10:13), credete nel suo nome (Giovanni 1:12-13), nascete di nuovo (Giovanni 3:3). Gesù è morto per pagare tutti i peccati dell’umanità (1 Giovanni 2:2) ed è risorto per giustificare chiunque creda in lui (Atti 13:39).

Gli atei e le leggi della scienza

Pubblicato il 14 novembre 2015

«Gli atei adorano parlare di leggi della scienza e leggi della logica. Parlano come se esistessero dei valori morali assoluti in base ai quali i Cristiani sono stati incriminati qualche minuto fa per non averli rispettati. Ma chi è l’ateo per parlarci di leggi? In un universo materialista non ci sono leggi, tantomeno leggi morali che bisogna rispettare»Greg Bahnsen (The Great Debate)

Halloween

Pubblicato il 31 ottobre 2015

Tra meno di un giorno si celebrerà una della poche festività che divide il mondo cristiano. Stiamo parlando di Halloween. Per alcuni infatti, si tratta di un innocente giorno dell’anno in cui travestire i propri bimbi e fare qualche scherzo. Per altri invece rappresenta un ulteriore elogio alla profanità, una festività dove i bimbi sono incoraggiati a prender parte a pratiche pagane e occulte.

Halloween: una breve storia

Oggi Halloween è festeggiato in quasi tutto il mondo. Bambini e adulti si travestono da diavoli, streghe, morti viventi e quanto altro, andando in giro per le case a chiedere trick or treat, scambiarsi dolcetti o scherzetti. Il mondo del male è inevitabilmente associato ad Halloween; lo si celebra, lo si onora attraverso il riso e lo scherzo. Ma alcuni lo prendono più seriamente e durante quella notte rievocano spiriti, si uniscono per maledire e fare rituali occulti. Non è un caso che durante la notte di Halloween le autorità riportino un crescendo straordinario di atti vandalici, furti, crimini di ogni genere. Ma come si è arrivati a questo?

Yoga: un mero esercizio fisico?

Pubblicato il 26 ottobre 2015

Con i suoi esercizi di respirazione e le sue posizioni flessibili, lo yoga è pubblicizzato nei paesi occidentali come una valida alternativa che promuove uno stile di vita sano e migliore – ma per i paesi orientali rappresenta un modo di “morire”, la “via” per evadere da questo mondo di tempo e sensi e di unirsi con l’infinito. Pensando di acquisire “benessere” milioni di persone abbracciano inconsapevolmente l’Induismo e si espongono a pratiche occulte.

Si pensa che lo Hatha Yoga sia sicuro, perché presuppone fisicità. Ma in realtà tutto lo yoga è parte dell’induismo. Tutte le posizioni e le tecniche respiratorie sono pensate allo scopo di unirsi a Braham, l’universale “tutto” dell’Induismo. Se lo scopo è l’esercizio fisico, ciascuno dovrebbe praticare esercizi che portino benefici fisici e non usare tecniche designate invece allo scopo di raggiungere una (falsa) deità. La maggior parte degli istruttori di yoga odierni non menziona (e molti ignorano del tutto) ciò che in antichi testi compare come un vero e proprio avvertimento: «lo Hatha Yoga è uno strumento pericoloso». Chiunque può essere posseduto da uno dei cosiddetti “dei” (che in realtà sono demoni) indù attraverso l’alterazione della coscienza che queste pratiche procurano. Una delle più antiche pratiche religiose è considerata oggi scienza. Lo Yoga è stato menzionato da Lord Krishna nel libro Baghava Gita come una delle più facili vie per raggiungere il paradiso indù; e Shiva (uno degli “dei” indù più temuto, detto il “distruttore”)1 è spesse volte chiamato Yogashwara, ossia signore dello yoga. Visto così, non meraviglia che lo yoga sia ritenuto distruttivo.

Il Peccato di Onan

Pubblicato il 21 settembre 2015

Giuda prese per Er, suo primogenito, una moglie che si chiamava Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, era perverso agli occhi del Signore; e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: «Va’ dalla moglie di tuo fratello, prenditela in moglie come cognato e suscita una discendenza a tuo fratello». Onan, sapendo che quei discendenti non sarebbero stati suoi, quando si accostava alla moglie di suo fratello, faceva in modo d’impedire il concepimento, per non dare discendenti al fratello. Ciò che egli faceva dispiacque al Signore, il quale fece morire anche lui. (Genesi 38:6-10)

Il presunto peccato

Soprattutto in ambito cattolico romano, il peccato di Onan è stato frainteso e strumentalizzato a tal punto che nella lingua italiana, come in molte altre lingue, abbiamo un termine che è derivato direttamente dal nome del figlio di Giuda: onanismo. Ultimamente mi è capitato di nuovo di leggere la stessa interpretazione, ma da parte di un ministero evangelico. Chi supporta questa interpretazione si concentra sul fatto che il passaggio dice che Onan «faceva in modo d’impedire il concepimento» e quindi ne deducono una condanna esplicita di ogni forma anticoncezionale.

Le Lingue e la Parola di Dio

Pubblicato il 7 settembre 2015

Le lingue sono il solo dono dello Spirito che può essere più facilmente contraffatto. Per coloro che, senza spirito critico, ne accettano qualsiasi manifestazione come se fosse dal Signore, l’enfasi è sull’esperienza anziché sulla Parola di Dio. Eppure Pietro punta a una più salda parola profetica – Le Scritture – piuttosto che all’esperienza, persino alla luce di un’esperienza come quella sul Monte della Trasfigurazione (2 Pietro 1:16-21): “Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo.” (2 Pietro 1:20-21)The Berean Call, Apples of Gold, 5/9/2015