Il panteismo e il panenteismo hanno riacquistato vigore nella cultura occidentale contemporanea, spesso senza essere nominati come tali. Queste visioni vengono abitualmente introdotte nella coscienza pubblica attraverso una varietà di canali culturali: la spiritualità New Age, alcune correnti dell’ambientalismo (comprese le espressioni ideologiche presenti nel movimento vegano) e appropriazioni più ampie del pensiero religioso orientale. Vengono frequentemente divulgate attraverso il cinema hollywoodiano, le narrazioni di fantascienza e i film di arti marziali o di ambientazione orientale, dove il divino è rappresentato come una forza impersonale che permea tutte le cose.
Di conseguenza, molte persone assorbono le assunzioni panenteistiche in modo intuitivo piuttosto che argomentativo. Di Dio si parla come de «l’universo», dell’«energia» o del «divino presente in tutte le cose», pur ritenendolo vagamente superiore al mondo. Questo fascino intuitivo, tuttavia, non esime il panenteismo dall’esame filosofico e teologico. Esaminato con attenzione, esso si rivela internamente instabile — in particolar modo riguardo alla moralità, al male e alla perfezione divina.
Quattro terreni, ma quanti credenti?
Di Vincenzo
il 20 Gennaio 2026
in Commentari
La parabola del seminatore è uno dei passi più frequentemente citati nei dibattiti su salvezza, perseveranza e certezza. Viene spesso utilizzata per rispondere a una domanda per la quale non era stata concepita, ovvero come distinguere i veri credenti da quelli falsi, o come la salvezza possa essere persa o dimostrata dalle opere.
Una lettura attenta del testo mostra che Gesù non sta spiegando come si ottiene la salvezza, né come mettere alla prova la realtà della salvezza. Piuttosto, sta spiegando perché la proclamazione della parola del Regno produce risultati così radicalmente diversi tra coloro che la ascoltano.
La parabola riguarda l’accoglienza della parola, la risposta nel tempo e la partecipazione alla fecondità del regno, non l’acquisizione o la perdita della vita eterna.
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