Custodisci il tuo cuore – Parte I: perché?

Quest'articolo è parte 1 di 2 nella serie Custodisci il tuo cuore

È la prima volta che partecipo ad una conferenza per sole donne. Devo ammettere che ci sono andata abbastanza scettica, il che è perfettamente conforme alla mia natura. Eppure, il Signore mi ha sorpreso, in maniera dolce e bella (come è Suo solito fare!), così che di questa GBWA Kent Women Conference adesso ho un ricordo stupendo. E con grande desiderio voglio parlarne con voi, perché possiate come me trarre beneficio da ciò che ho ascoltato e ricordare questo messaggio importante, per applicarlo ogni giorno.

Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita” (Proverbi 4:23)

Che cos’è il cuore?

Questo è il nostro punto di partenza. La Bibbia parla molto spesso di quest’”organo”, che, nel bene e nel male, sembra essere al centro sia delle nostre azioni che dei nostri pensieri. È così importante, che persino il mondo ce ne parla spesso, molte volte suggerendoci di seguirlo, senza dare peso alle conseguenze. Ecco però quello che la Bibbia ci dice a riguardo:

  • Proverbi 23:7 — Quello che pensiamo col nostro cuore rappresenta chi siamo
  • Matt 12:34,35 — Le parole che diciamo provengono da ciò che abbiamo nel cuore
  • Marco 7:21-23 — È dal cuore che proviene la malvagità
  • Proverbi 16:23 — Un cuore saggio rende anche la bocca saggia
  • Proverbi 12:25 — Un cuore ansioso abbatte tutto il corpo
  • Proverbi 14:30 — Al contrario, un cuore calmo porta vita a tutto il corpo
  • Proverbi 17:22 — Un cuore gioioso fa bene come una medicina

La Parola di Dio descrive il cuore come la nostra essenza. In parole povere possiamo dire, che il nostro cuore è chi noi siamo.

Cerchiamo di immaginare, allora, il nostro cuore come una grande cisterna d’acqua, un serbatoio dal quale fluisce ogni pensiero (e immaginazione!), ogni azione (incluso le nostre reazioni o risposte agli stimoli esterni), desiderio (quello che desideriamo rivela ciò che è importante e caro al nostro cuore), discorso (le parole che riempiono le nostre bocche sono quelle che custodiamo nel nostro cuore), motivo (ciò che ci guida e spinge) e inclinazione (le nostre debolezze, il nostro temperamento). Quante volte, quando abbiamo una particolare reazione ad una particolare circostanza, tendiamo a giustificarci dicendo a noi stessi: «se solo mio marito (giusto il primo esempio che mi viene in mente!) non avesse sempre quella stessa attitudine!». Oppure, «se solo mio figlio si comportasse bene!», o ancora «se solo il mio capo fosse più gentile e tollerante!» … allora io non avrei quella reazione, non direi quelle parole, non agirei in questa maniera!

SeSoloAlloraIo, una formula disastrosa!

Perché vedete, non sono le circostanze che determinano le nostre azioni, ma quello che abbiamo nel nostro cuore. Provate a fare un esperimento: mettete in una stanza due persone (sconosciute tra loro) e una situazione di stress (un bambino pestifero o una stanza tutta sottosopra). Dopo un po’ noterete che le due persone hanno un atteggiamento completamente diverso verso quella stessa situazione. Noi agiamo non a motivo di una particolare situazione, ma a motivo del nostro cuore.

Qual è la soluzione, allora?

Se non possiamo adattare ogni situazione a seconda del nostro cuore, allora bisogna fare qualcosa per adattare il nostro cuore ad ogni situazione. In quanto cristiana, moltissime volte (per dirla tutta, la maggior parte del mio cammino) ho sentito una grande frustrazione, perché la Bibbia mi mostra degli standard, una santità, che a tratti mi è sembrata irraggiungibile. Non parlo della nostra salvezza: essa è stata raggiunta in maniera perfetta e completa attraverso la fede in Cristo Gesù Nostro Signore, che pagò con la Sua morte per i nostri peccati e mostrò con la Sua resurrezione la Sua natura divina e la nostra redenzione. No, parlo di quel gap, quella distanza che c’è tra la vita cristiana descritta nella Bibbia, ricca e piena di quei meravigliosi frutti dello Spirito descritti in Galati 5:22-23, e la vita che conduco ogni giorno. Come faccio allora a colmare questo gap? La risposta ci riporta al nostro verso portante: Custodisci il tuo cuore.

Perché dovrei custodire il mio cuore?

Perché i nostri cuori sono preziosi ma anche pericolosi. Se desideriamo quindi crescere in grazia e santità nel nostro cammino, è vitale per noi salvaguardare la sorgente della nostra vita. I nostri cuori sono costantemente sotto l’attacco:
Del nemico, il diavolo. Poiché la Scrittura ci dice che egli va girando come un leone, cercando chi divorare. (1 Pietro 5:8).Inoltre, è sua specialità seminare nei nostri cuori dubbi, distorsioni e negazione della Parola di Dio (come nel giardino dell’Eden!)
Del mondo. Esso ci bombarda costantemente con concetti distruttivi, attraverso i media, soprattutto: Facebook, televisione, cartelloni pubblicitari, film, videogiochi e cartoni animati; e oggigiorno persino attraverso le scuole e gli altri mezzi educativi. Implicitamente o esplicitamente, il mondo inquina i nostri cuori continuamente, distorce la realtà, la concentra su noi stessi (“perché io valgo!”), e così facendo crea delle aspettative in noi che sono menzognere e troppe volte fonte di vuoto e grande insoddisfazione.
Della carne. Come un’entità separata e contraria a noi stessi, la carne viene spesso dipinta come il peccato che muove guerra allo Spirito (Galati 5:17; Giacomo 4:1; 1 Pietro2:11). Essa risponde agli stimoli del mondo e segue, naturalmente, le tentazioni del diavolo. Forte e distruttivo è il richiamo della nostra carne, tanto che il nostro Salvatore ci esortava dicendo: rinnegate voi stessi! E altrove diceva: La carne non è di alcuna utilità (Giovanni 6:63)

Grazie a Dio, abbiamo un grande aiuto!

Vista così, come descritta sopra, sembra proprio che per i nostri poveri cuori non ci sia speranza! Ma noi cristiani conosciamo intimamente il Re di Pace, la nostra eterna Speranza vive! Poiché Colui che è in noi è più grande di colui che è nel mondo, li abbiamo già vinti! (1 Giovanni 4:4). Possiamo quindi rimanere calmi e sereni, ed essere consapevoli che abbiamo tutto l’aiuto che ci occorre: da Dio stesso, il nostro Protettore (1 Peter 1:3-5); e dalla Chiesa. Sì! L’aiuto siamo anche noi! (Ebrei 3:12-13). La Bibbia infatti ci esorta a non abbandonare la comunione fraterna, che è importante per esortare, incoraggiare, confessare, pregare, istruire, riprendere e supportare. Essa è il riflesso di una vita di condivisione che comincia oggi e non si conclude mai. Poiché l’eternità ci troverà ancora insieme!

Abbiamo dunque chiarito perché dobbiamo custodire i nostri cuori e siamo consapevoli che nel farlo, non siamo soli. Nella seconda parte vedremo come possiamo riuscirci.