Per Grazia

Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede

Autore: Manuela Pagina 1 di 2

Cosa significa “morto per i nostri peccati”?

I seguaci di Gesù dichiaravano che Gesù morì sia per noi (Romani 8:32; 14.15; I Corinzi 8:11; Galati 2:20; etc.) che per i nostri peccati (Romani 5:6, 8; Galati 1:3-4, etc.). Quest’ultima espressione viene spiegata meglio nel contesto del sistema dei sacrifici di animali che venivano praticati nell’antico giudaismo.

Tra le offerte donate a Dio nel Tempio, c’erano anche offerte per i peccati del popolo. Tali offerte erano intese come espiazione per i peccati del popolo, cioè, al fine di rimuovere la separazione da Dio che è il risultato della colpa portata da tutti.

Questi sacrifici erano al fine di propiziare Dio (cioè, annullare la Sua giusta rabbia, meritata per la violazione della Sua legge morale e renderLo “favorevole” nei nostri confronti) e per espiare (cioè, rimuovere) i peccati del popolo.

Tutto questo può sembrare alquanto bizzarro. Come può il sacrificio di un animale portar via i peccati delle persone o appagare la giustizia di Dio? L’autore del libro agli Ebrei dichiara semplicemente, “è impossibile che il sangue di tori e di capri tolga i peccati” (Ebrei 10:4). Egli spiega che il sacrificio di animali era inteso per essere solo un rimedio temporaneo fino a quando, secondo la volontà di Dio, il vero sacrificio sarebbe arrivato: il figlio di Dio stesso.

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Come vasi d’argilla nelle sue mani

Vi invitiamo a leggere questo bel libro: è scritto davvero bene, facile da leggere, molto coinvolgente. Vi ritroverete a non voler perdere nemmeno una parola, sarete messi alla prova, il che è sempre buono, ma sarete anche incoraggiati, a cercare Dio con più assiduità e a desiderare di obbedire al Suo volere.

È la storia di una famiglia, con molti conflitti e instabilità sia economica che relazionale. È raccontata da tre fratelli, secondo le loro prospettive e in loro possiamo notare come il risultato del peccato e del caos che esso crea nel mondo abbiano un effetto del tutto diverso e personale su ognuno di loro: l’una (Maria Luisa Cini) scappa via cercando di realizzare il suo sogno d’amore, che ama sognare ad occhi aperti; l’altra (Annalisa Cini) che rimane, nascondendo in sé il tumulto del proprio animo; infine l’ultimo (Gianni Cini) che cade nella dipendenza dalla droga. Tre membri della stessa famiglia, tre modi diversi di reagire. Fino a che un giorno, la luce di Dio penetra nel buio delle loro situazioni e dei loro animi e, in tempi diversi e attraverso percorsi del tutto personali (eppur interconnessi!), porta nelle loro vite salvezza, scopo e pace.

In questo libro troverete la forza guidata da Dio, la pazienza che perdura, decisioni difficili, il miracolo del perdono, una buona dose di ironia e infine, la buona novella della restaurazione: una famiglia trasformata dalle mani del più amabile e talentoso Vasaio che c’é!

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L’aborto e lo stato di New York

“Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità”

Con queste parole, che sono diventate fondamentali nella storia per definire e legislare i diritti umani, si stendeva la dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’ America. Da sempre difensori, persino a livello mondiale, di tali principi, oggi una parte dell’America, per l’esattezza lo stato di New York, ha deliberato legale la rinnegazione del diritto inalienabile alla vita, sancito da quel documento che gli americani amano festeggiare il 4 Luglio, giorno dell’Indipendenza. Da qualche giorno infatti, è divenuto legale l’aborto (o dovremmo forse dire l’assassinio), di essere umani nel grembo materno fino al termine della gravidanza, fino cioè ai 9 mesi (prima il termine legale era fino alle 24 settimane).

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Provvidenza divina?

Recentemente ci siamo trovati ad affrontare una controversia nata da un articolo sulla dottrina della provvidenza divina, pubblicato su un sito aderente, in larga parte, alla teologia riformata (Calvinismo). Il disaccordo è nato dal fatto che colui che ce lo ha riportato, seppur dichiarandosi ferventemente non calvinista, non aveva riconosciuto che tale articolo aveva proprio quell’impronta.

Vogliamo qui evidenziare, passaggio per passaggio, gli elementi che si rifanno a tale dottrina, così che il lettore possa conoscerli e riconoscerli in futuro, ed evidenziare il perché, alla luce della Parola, essi siano da ritenersi non biblici.

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Contro la cupidigia e l’invidia

Nulla di ciò che ci è stato dato è nostro per diritto. Desiderare qualcosa non ci da il diritto di ricevere o soddisfare quel desiderio. Bisogna stare attenti a non trasformare quel desiderio nel nostro unico desiderio, o quel che è peggio, trasformarlo in un idolo che va soddisfatto. Dobbiamo invece guardare nelle nostre vite e considerare quello che abbiamo. Perché è stato dato a noi nello specifico, da Dio. Alcuni doni sono per me, altri sono per qualcun altro. Ciò che è stato dato a te, non necessariamente deve essere dato anche a me. Ciò che è normale per molti (avere uno sposo, un bambino o una casa di proprietà), non lo è necessariamente per altri. E viceversa. La chiave per la gioia è comprendere questo: ciò che voglio non è sempre ciò di cui ho bisogno; ciò di cui ho bisogno è ciò che ho; ciò che ho deve diventare ciò che voglio. Questo è vivere appieno e con gratitudine. E se mi venisse dato di più, allora ancor di più non desidererò ciò che non ho, ma ancora di più gioirò di quel che ho.

Un cuore gioioso è un cuore che riposa nell’accontentarsi e non richiede nulla in più di quello che già ha. Questo compiace il nostro buono e generoso Dio. Se siamo nel bisogno allora preghiamo e Dio provvederà (Matteo 6:25-34), ma fratelli, non compromettiamo il piacere di godere delle cose che abbiamo per il desiderio bruciante e consumante per le cose che non abbiamo.

Camminiamo retti e manteniamoci puri.

La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno. Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla. (1 Timoteo 6:6-7)

Custodisci il tuo cuore – Parte II: come?

L’enfasi del nostro verso portante sta nella frase “più di ogni altra cosa”. Altre versioni, come la Diodati, traducono “con ogni cura”; la versione inglese invece riporta “con ogni diligenza”. Potremmo in breve dire che dovremmo:

  • Curarlo con ogni cura possibile
  • Difenderlo con ogni difesa possibile
  • Custodirlo con ogni custodia possibile

Un buon punto di partenza per fare ciò è chiedere a Dio, come il salmista ha fatto:

Esaminami, o Dio, e conosci il mio cuore. Mettimi alla prova e conosci i miei pensieri. Vedi se c’è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna. (Salmi 139:23-24)

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Custodisci il tuo cuore – Parte I: perché?

È la prima volta che partecipo ad una conferenza per sole donne. Devo ammettere che ci sono andata abbastanza scettica, il che è perfettamente conforme alla mia natura. Eppure, il Signore mi ha sorpreso, in maniera dolce e bella (come è Suo solito fare!), così che di questa GBWA Kent Women Conference adesso ho un ricordo stupendo. E con grande desiderio voglio parlarne con voi, perché possiate come me trarre beneficio da ciò che ho ascoltato e ricordare questo messaggio importante, per applicarlo ogni giorno.

Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita” (Proverbi 4:23)

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Si può arrivare al Padre senza Gesù?

Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

Pensate alla legge di Mosè. Nemmeno il sommo sacerdote di Dio poteva entrare nel luogo santissimo, e quindi stare alla Sua presenza, senza un sacrificio di espiazione offerto per sé stesso (Levitico 16). Dopo aver effettuato tale sacrificio e dopo aver spruzzato il sangue sull’altare, solo allora il sommo sacerdote poteva entrare nel luogo santissimo e “incontrare” Dio. Ma se un uomo fosse entrato senza sacrificio sarebbe morto immediatamente, poiché nulla di impuro può mai entrare alla presenza di Dio. Ora è Gesù il sacrificio (e l’eterno sommo sacerdote) che ci garantisce la purezza e ci permette quindi di stare alla presenza del Padre. Senza fede nel Suo sangue versato, a cui il credente fa appello per la propria espiazione, per il perdono dei propri peccati, la via è chiusa e la morte inevitabile.

Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù, per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, e avendo noi un grande sacerdote sopra la casa di Dio, avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. (Ebrei 10:19-22)

Croce

Come si fa a compiacere Dio?

La Bibbia ci insegna che chi ascolta le parole di Dio costruisce sulla roccia, e niente può abbatterla. E le parole di Dio sono queste:

Amate Dio e amatevi gli uni gli altri (Luca 10:27).

Ma come si fa ad amare Dio? Da cosa possiamo partire per cominciare ad amarlo e compiacerlo? Nella mia carne, in questo cuore sembra non esserci spazio per l’amore verso Dio. Amo il mio sposo, i miei figli, i miei genitori e gli amici…ma Dio sembra non rientrarci in questo amore, sembra esserne fuori. Quando il mio cuore subisce qualche danno per via delle cose che nella vita non vanno sempre bene, ecco che sento venir meno ancora di più, il sentimento di amare Dio. O forse cerco di avvicinarmi con la preghiera ma in qualche modo, non so come sentirlo, non ho risposte ai miei interrogativi, le mie parole sembrano viaggiare nel vuoto, raggiungono un muro e sembra che Dio sia lontano…sembra che non possa sentirle. Allora lo abbandono di nuovo. Torno alla mia vita lontana da Lui…ci credo si, ma col cuore freddo, ci credo con le mie azioni di carità, con il mio essere gentile…ecco basterà questo a far felice Dio?

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Cuore di pietra

La coppa dell’ira, la croce della grazia

La Parola di Dio è come una porta. A colui il quale il Signore dà di aprirla e attraversarla, essa conduce ad una dimensione di conoscenza, istruzione e comprensione, di Dio e del mondo, del tutto nuova e veritiera. Quando un testo biblico viene compreso con lo Spirito esso è fonte di grande gioia e meraviglia, oltre che di grande utilità per la vita di ogni giorno. Io trovo in questo la mia gioia e forza, nella Parola di Dio.

L’altro giorno stavo leggendo Geremia, e questi versi mi hanno ispirato una riflessione, che ho compreso come nuova, e vorrei condividerli con voi.

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Halloween

Tra meno di un giorno si celebrerà una della poche festività che divide il mondo cristiano. Stiamo parlando di Halloween. Per alcuni infatti, si tratta di un innocente giorno dell’anno in cui travestire i propri bimbi e fare qualche scherzo. Per altri invece rappresenta un ulteriore elogio alla profanità, una festività dove i bimbi sono incoraggiati a prender parte a pratiche pagane e occulte.

Halloween: una breve storia

Oggi Halloween è festeggiato in quasi tutto il mondo. Bambini e adulti si travestono da diavoli, streghe, morti viventi e quanto altro, andando in giro per le case a chiedere trick or treat, scambiarsi dolcetti o scherzetti. Il mondo del male è inevitabilmente associato ad Halloween; lo si celebra, lo si onora attraverso il riso e lo scherzo. Ma alcuni lo prendono più seriamente e durante quella notte rievocano spiriti, si uniscono per maledire e fare rituali occulti. Non è un caso che durante la notte di Halloween le autorità riportino un crescendo straordinario di atti vandalici, furti, crimini di ogni genere. Ma come si è arrivati a questo?

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Yoga: un mero esercizio fisico?

Con i suoi esercizi di respirazione e le sue posizioni flessibili, lo yoga è pubblicizzato nei paesi occidentali come una valida alternativa che promuove uno stile di vita sano e migliore – ma per i paesi orientali rappresenta un modo di “morire”, la “via” per evadere da questo mondo di tempo e sensi e di unirsi con l’infinito. Pensando di acquisire “benessere” milioni di persone abbracciano inconsapevolmente l’Induismo e si espongono a pratiche occulte.

Si pensa che lo Hatha Yoga sia sicuro, perché presuppone fisicità. Ma in realtà tutto lo yoga è parte dell’induismo. Tutte le posizioni e le tecniche respiratorie sono pensate allo scopo di unirsi a Braham, l’universale “tutto” dell’Induismo. Se lo scopo è l’esercizio fisico, ciascuno dovrebbe praticare esercizi che portino benefici fisici e non usare tecniche designate invece allo scopo di raggiungere una (falsa) deità. La maggior parte degli istruttori di yoga odierni non menziona (e molti ignorano del tutto) ciò che in antichi testi compare come un vero e proprio avvertimento: «lo Hatha Yoga è uno strumento pericoloso». Chiunque può essere posseduto da uno dei cosiddetti “dei” (che in realtà sono demoni) indù attraverso l’alterazione della coscienza che queste pratiche procurano. Una delle più antiche pratiche religiose è considerata oggi scienza. Lo Yoga è stato menzionato da Lord Krishna nel libro Baghava Gita come una delle più facili vie per raggiungere il paradiso indù; e Shiva (uno degli “dei” indù più temuto, detto il “distruttore”)1 è spesse volte chiamato Yogashwara, ossia signore dello yoga. Visto così, non meraviglia che lo yoga sia ritenuto distruttivo.

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