L’aborto e lo stato di New York

“Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità”

Con queste parole, che sono diventate fondamentali nella storia per definire e legislare i diritti umani, si stendeva la dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’ America. Da sempre difensori, persino a livello mondiale, di tali principi, oggi una parte dell’America, per l’esattezza lo stato di New York, ha deliberato legale la rinnegazione del diritto inalienabile alla vita, sancito da quel documento che gli americani amano festeggiare il 4 Luglio, giorno dell’Indipendenza. Da qualche giorno infatti, è divenuto legale l’aborto (o dovremmo forse dire l’assassinio), di essere umani nel grembo materno fino al termine della gravidanza, fino cioè ai 9 mesi (prima il termine legale era fino alle 24 settimane).

Ciò che separa un essere umano giovane, un bambino, dalla vita o la morte è solo la sua collocazione (dentro o fuori dall’utero) nel momento in cui è pronto per venire al mondo. Le motivazioni per cui questo venga effettuato legalmente sono vaghe e si limitano a dei “motivi di salute” non meglio definiti, né-scandalosamente-specificati. I metodi usati per procedere all’aborto ve li risparmio, per non alimentare alcun interesse macabro.

Qui a Per Grazia siamo sostenitori della vita, così come ordinata e benedetta dal nostro Creatore, e dichiariamo che il diritto alla vita è sacrosanto per ogni individuo d’ogni età, dal momento zero del concepimento fino all’ultimo naturale respiro. Ogni violazione di tale diritto è da ritenersi assassinio, perpetrato contro il più innocente e fragile degli esseri umani, un bambino nel grembo materno, la cui vita è molto più preziosa di ogni fragilità o condizione umana.

Sosteniamo che la donna, al contrario di quanto le viene insegnato nel mondo, ha sì ogni diritto a decidere per il proprio corpo, ma non ha il diritto di decidere per il corpo di un altro essere umano, in questo caso, del proprio bambino. In qualunque stadio della sua vita.

Condanniamo quindi l’atto di abortire, ma non chi lo compie. Difendiamo e proclamiamo con forza il Vangelo di Dio, che con la sua Grazia salvifica, dimostrata nel sangue di Gesù Cristo e nella Sua resurrezione, può risanare e completamente restaurare l’anima che ha preso una tale decisione o che sta per prenderla. Crediamo profondamente che il Cristo che disse “neppure io ti condanno, va’ e non peccare più” sia il nostro esempio da seguire e imitare. Sempre e in ogni circostanza.

Se tu ti trovi in questa situazione e per puro caso su questa pagina, e stai leggendo questo articolo, ti preghiamo con tutto il cuore di non camminare verso quella clinica, di fermarti a considerare la sua vita prima della tua, in un atto di amore puro e altruista. Come il Signore ti ha amata e ha dato la Sua vita per te, che sei la Sua creatura. Ci sono tante famiglie che potrebbero amare e prendersi cura del tuo bambino. Per favore informati e considera. Fermati e pensa. Scegli la Vita.

Dio sia con te.

“Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre. Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene. Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora. Oh, quanto mi sono preziosi i tuoi pensieri, o Dio! Quant’è grande il loro insieme!” (Salmi 139:13-17)